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Un interessante articolo presentato da Attilio Eusebio a Dorgali, il 23 maggio 2015 sul settore meridionale del Marguareis, il futuro delle esplorazioni subacquee – Limiti umani e tecnici

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Testo tratto dal sito del Ministero dell’Ambiente

Natura 2000 è il principale strumento della politica dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità. Si tratta di una rete ecologica diffusa su tutto il territorio dell’Unione, istituita ai sensi della Direttiva 92/43/CEE “Habitat” per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario.

La rete Natura 2000 è costituita dai Siti di Interesse Comunitario (SIC), identificati dagli Stati Membri secondo quanto stabilito dalla Direttiva Habitat, che vengono successivamente designati quali Zone Speciali di Conservazione (ZSC), e comprende anche le Zone di Protezione Speciale (ZPS) istituite ai sensi della Direttiva 2009/147/CE “Uccelli” concernente la conservazione degli uccelli selvatici.

Le aree che compongono la rete Natura 2000 non sono riserve rigidamente protette dove le attività umane sono escluse; la Direttiva Habitat intende garantire la protezione della natura tenendo anche “conto delle esigenze economiche, sociali e culturali, nonché delle particolarità regionali e locali” (Art. 2). Soggetti privati possono essere proprietari dei siti Natura 2000, assicurandone una gestione sostenibile sia dal punto di vista ecologico che economico.

La Direttiva riconosce il valore di tutte quelle aree nelle quali la secolare presenza dell’uomo e delle sue attività tradizionali ha permesso il mantenimento di un equilibrio tra attività antropiche e natura. Alle aree agricole, per esempio, sono legate numerose specie animali e vegetali ormai rare e minacciate per la cui sopravvivenza è necessaria la prosecuzione e la valorizzazione delle attività tradizionali, come il pascolo o l’agricoltura non intensiva. Nello stesso titolo della Direttiva viene specificato l’obiettivo di conservare non solo gli habitat naturali ma anche quelli seminaturali (come le aree ad agricoltura tradizionale, i boschi utilizzati, i pascoli, ecc.).

Un altro elemento innovativo è il riconoscimento dell’importanza di alcuni elementi del paesaggio che svolgono un ruolo di connessione per la flora e la fauna selvatiche (art. 10). Gli Stati membri sono invitati a mantenere o all’occorrenza sviluppare tali elementi per migliorare la coerenza ecologica della rete Natura 2000.

In Italia, i SIC, le ZSC e le ZPS coprono complessivamente circa il 19% del territorio terrestre nazionale e quasi il 4% di quello marino.

Informazioni riguardanti la rete Natura 2000 negli altri paesi dell’Unione si trovano sul sito europeo http://ec.europa.eu/environment/nature/index_en.htm.

Nota su Briga Alta: il territorio comunale ricompreso in ZPS/ZSC è il 98,66% di cui una parte rientra nel Parco del Marguareis facente capo all’Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime. Pertanto, per un buon amministratore è necessario conoscere anche queste informazioni. Oggi i SIC/ZPS sono gestiti dalle Aree

I dati sulla ZPS/ZSC IT1160057Alte Valli Pesio e Tanaro

Superficie: 11.278 ha

Mappa IT1160057_A3-vert.jpg

La scheda dal sito delle Aree Protette delle Alpi Marittime

La dispensa a cura di Pierattilio Tronconi e Andrea Rossi, è un po’ datata, ma è chiara sull’uso di concetti e terminologie.

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Non è tanto il prodotto ma il messaggio ad essere fondamentale.

Oggi tutti tendono a dare i loro “buoni consigli”, ma senza “metterci la faccia” e/o “sporcarsi le mani”.

La risposta del “fattelo tu” è valida anche per la politica di un piccolo Comune.

E’ l’invito a scendere in campo e provare che i consigli, che si danno agli altri, sono validi anche quando devono sottostare alla normativa amministrativa degli enti locali.